L’AI per un’azienda più sostenibile: impatto concreto sulle operazioni aziendali
Feb 7, 2025 | Festival AI 2025
Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale
Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?
Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale
Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.
Cosa può fare l’AI per gli anziani
Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.
Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.
I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.
Gli APF: opportunità anche per i meno giovani
Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.
Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.
Prossimi eventi Ated
23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google
27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio
19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica
La sostenibilità ambientale è diventata uno degli obiettivi principali per le aziende che cercano di affrontare le sfide globali del cambiamento climatico e ottenere un vantaggio competitivo. Tuttavia, raggiungere tale sostenibilità significa riconfigurare le operazioni aziendali per ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare all’efficienza. È qui che l’intelligenza artificiale (AI) si rivela un alleato prezioso: i suoi strumenti avanzati permettono di monitorare, ottimizzare e gestire risorse, consumi e rifiuti in modo più mirato e scalabile.
Questo articolo approfondisce come l’AI possa ridurre l’impatto ambientale delle aziende attraverso soluzioni pratiche e green-oriented, concentrandosi su tre aree chiave: ottimizzazione dei consumi energetici, gestione dei rifiuti e riduzione degli sprechi. Scopriamo come rendere il tuo business davvero più sostenibile con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
- Ottimizzazione dei consumi energetici: sostenibilità intelligente
Ridurre i consumi energetici non significa solo risparmiare, ma è anche una delle azioni più significative che un’azienda possa intraprendere per diminuire le proprie emissioni di CO2. L’intelligenza artificiale, sfruttando modelli predittivi e analisi in tempo reale, offre soluzioni per ottimizzare l’uso dell’energia e limitare gli sprechi energetici in modo intelligente.
Applicazioni pratiche:
- Monitoraggio energetico in tempo reale:
Sensori integrati con piattaforme AI analizzano continuamente i consumi aziendali, rilevando eventuali anomalie e identificando le aree di inefficienza.
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- Esempio concreto: Gli smart building adottano l’AI per regolare automaticamente il sistema di illuminazione e climatizzazione in base alla presenza reale dei dipendenti, riducendo i consumi del 30%.
- Gestione predittiva della domanda energetica:
Grazie all’AI, le aziende possono prevedere i picchi di consumo e ottimizzare l’allocazione delle risorse in base alle necessità.
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- Caso pratico: Un’industria manifatturiera ha implementato un sistema AI per pianificare l’uso dei macchinari in base agli orari di minor consumo, riducendo del 25% i costi energetici senza rallentare la produttività.
- Supporto alle energie rinnovabili:
Le aziende che utilizzano soluzioni di energia green, come pannelli solari o turbine eoliche, possono sfruttare l’AI per ottimizzare la distribuzione dell’energia generata, immagazzinando surplus per i momenti di maggiore bisogno.
Vantaggi:
- Emissioni di CO2 ridotte.
- Risparmio energetico e conseguente riduzione dei costi operativi.
- Conformità con gli standard ESG in materia ambientale.
- Gestione dei rifiuti: meno sprechi, più efficienza
Un altro ambito cruciale per la sostenibilità aziendale riguarda la gestione efficiente dei rifiuti, un processo che può essere significativamente migliorato con l’intelligenza artificiale. Grazie a sistemi di monitoraggio e automazione, le aziende possono ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti, incrementare il riciclo e prevenire la produzione di materiali inutilizzati.
Soluzioni AI per una gestione avanzata dei rifiuti:
- Classificazione automatica dei materiali:
L’AI utilizza il riconoscimento visivo per distinguere rapidamente i materiali riciclabili, migliorando la separazione dei rifiuti e rendendo il riciclo più efficace.
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- Esempio: Alcuni impianti di smaltimento utilizzano robot alimentati da AI per separare carta, plastica e metallo, aumentando il tasso di riciclo del 40% rispetto a sistemi manuali.
- Ottimizzazione della logistica dei rifiuti:
Algoritmi avanzati pianificano la raccolta dei rifiuti aziendali in modo ottimale, riducendo le emissioni di trasporto e i costi operativi.
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- Caso pratico: In una smart city, i cassonetti dotati di sensori notificano la necessità di svuotamento, prevenendo inutili percorrenze dei camion di raccolta.
- Riduzione degli scarti in produzione:
L’AI monitora i flussi produttivi per identificare lacune operative o inefficienze che generano sprechi e propone soluzioni per prevenirle.
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- Esempio: Un’azienda alimentare ha diminuito del 50% i rifiuti prodotti, grazie a un algoritmo AI che ne ha ottimizzato l’uso delle scorte e del packaging.
Vantaggi:
- Aumento significativo della percentuale di rifiuti riciclati.
- Riduzione degli sprechi lungo tutta la filiera produttiva e distributiva.
- Maggiore controllo sui costi relativi a materiali e smaltimento.
- Riduzione degli sprechi: sostenibilità nella supply chain
Un elemento centrale nella sostenibilità aziendale è l’ottimizzazione della supply chain per prevenire sprechi e inefficienze su larga scala. L’intelligenza artificiale migliora sia i processi interni che quelli collegati alla distribuzione e al trasporto, creando filiere più ecologiche ed efficienti.
Come l’AI riduce gli sprechi nella supply chain:
- Previsioni accurate della domanda:
In base all’analisi dei dati storici e delle tendenze di mercato, le piattaforme AI possono fornire previsioni precise sulla domanda futura, aiutando a evitare sovrapproduzione o stock inutilizzati.
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- Esempio: Un retailer ha ridotto del 15% prodotti invenduti grazie a un algoritmo AI capace di prevedere le richieste stagionali.
- Rotte ottimizzate per ridurre le emissioni:
La logistica sostenibile è supportata da sistemi AI che pianificano le rotte di trasporto in base a condizioni meteo, traffico e consumo di carburante.
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- Caso pratico: Una catena alimentare ha diminuito del 30% la propria impronta di carbonio grazie all’uso dell’AI per organizzare le consegne.
- Gestione intelligente del magazzino:
Sensori e algoritmi AI monitorano i flussi tra le scorte aziendali e i partner di distribuzione, suggerendo tempi e modalità ottimali per evitare sprechi.
Vantaggi:
- Supply chain smart ed ecosostenibili.
- Riduzione dei costi di trasporto e magazzino.
- Miglioramento della reputazione aziendale grazie a pratiche green lungo tutta la filiera.
Esempio pratico: la roadmap AI per un’azienda green
- Analisi dei consumi e degli sprechi: Utilizza sensori e sistemi AI per monitorare risorse come energia, materiali e rifiuti generati.
- Implementazione graduale: Avvia progetti pilota in aree critiche e raccogli dati di performance iniziali.
- Ottimizzazione continua: Integra soluzioni AI avanzate su larga scala.
- Valutazione dei KPI Green: Misura i progressi in termini di riduzione emissioni e impatti ambientali generali.
Conclusione: un futuro sostenibile con l’AI
L’AI non è solo una tecnologia per migliorare l’efficienza, ma anche uno strumento potente per realizzare operazioni aziendali sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ridurre consumi, sprechi e rifiuti non è più un’opzione, ma una necessità per chi desidera affermarsi in un mercato orientato alla sostenibilità.
Adottare queste opportunità significa investire in un futuro non solo green, ma anche competitivo: grazie all’AI, la tua azienda può guidare il cambiamento per un mondo più sostenibile.