AI e finanza: come tecnologia e finanza cambiano con l’automazione intelligente

Jan 29, 2025 | Festival AI 2025

Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale

Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?

Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale

Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.

Cosa può fare l’AI per gli anziani

Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.

Il messaggio degli anziani sulla formazione

Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.

Che formazione serve per restare nel mercato del lavoro

I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.

Gli APF: opportunità anche per i meno giovani

Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.

Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.

Prossimi eventi Ated

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio

19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica

Il settore finanziario è in continuo cambiamento, spinto dall’evoluzione tecnologica e dalle crescenti aspettative di consumatori e investitori. In questo contesto, l’intelligenza artificiale (AI) sta giocando un ruolo dirompente, trasformando il modo in cui banche, istituzioni finanziarie e società di investimento operano. Grazie alla capacità di analizzare, automatizzare e ottimizzare i processi finanziari, l’AI non solo sta migliorando l’efficienza e la velocità delle operazioni, ma sta anche riducendo i rischi e gli errori umani.

In questo approfondimento, esploreremo come l’AI stia cambiando radicalmente il panorama finanziario attraverso applicazioni concrete, dalla gestione del rischio alla previsione delle tendenze di mercato, sottolineando i vantaggi tangibili per il settore e chi lo vive ogni giorno.

  1. Automazione intelligente dei processi finanziari

Uno degli impatti più evidenti dell’AI in ambito finanziario è l’automazione dei processi operativi, soprattutto quelli ripetitivi e complessi, che fino a pochi anni fa erano svolti manualmente o tramite software limitati.

  • Esempi di applicazioni:
    • Gestione dei pagamenti: Sistemi basati su AI come quelli implementati da piattaforme fintech (ad esempio Stripe e PayPal AI) analizzano e verificano automaticamente i dati dei pagamenti, riducendo errori e individuando tentativi di frode.
    • Elaborazione di documenti: L’AI può leggere e processare grandi quantità di documenti finanziari, come contratti, fatture e polizze assicurative. Soluzioni consentono di digitalizzare e automatizzare questi flussi.
    • Contabilità intelligente: analizzano in tempo reale le transazioni per classificare automaticamente le spese, riducendo il tempo dedicato dai team amministrativi.
  • Vantaggi concreti:
    • Riduzione dei tempi di elaborazione.
    • Maggiore precisione e riduzione degli errori manuali.
    • Miglior utilizzo delle risorse umane per attività strategiche.
  1. Gestione dei rischi: il controllo proattivo tramite l’AI

La gestione dei rischi è sempre stata una priorità per il settore finanziario. Algoritmi di intelligenza artificiale consentono oggi di identificare pattern di rischio, comportamenti anomali e potenziali minacce in tempo reale, migliorando la capacità di gestione e mitigazione dei rischi.

  • Esempi di applicazioni:
    • Prevenzione delle frodi: L’AI può analizzare milioni di transazioni e segnalare attività anomale quasi istantaneamente, evitando che frodi o accessi non autorizzati danneggino clienti e istituzioni.
    • Modelli di rischio predittivo: Software avanzati analizzano dati storici e mercati attuali per anticipare fluttuazioni finanziarie e cambiamenti di scenario (ad esempio, prevedendo aumento dei tassi di default nei prestiti).
    • Valutazione creditizia: L’AI analizza dati complessi come il comportamento dei consumatori o le transazioni bancarie per determinare la solidità creditizia, garantendo criteri più oggettivi rispetto ai tradizionali metodi di valutazione.
  • Vantaggi concreti:
    • Maggiore proattività nella gestione del rischio.
    • Diminuzione significativa delle perdite legate a frodi o cattive decisioni di credito.
    • Miglioramento della fiducia dei consumatori verso i sistemi di sicurezza finanziaria.
  1. Ottimizzazione dei processi decisionali

Uno dei motivi per cui l’AI sta diventando irrinunciabile nel settore finanziario è la sua straordinaria capacità di supportare i decisori aziendali, fornendo insight basati sull’analisi dei dati. Questo migliora il processo decisionale, rendendolo più rapido, accurato e informato.

  • Esempi di applicazioni:
    • Previsioni di mercato: L’AI può analizzare contemporaneamente variabili economiche, dati storici e notizie di mercato per prevedere tendenze future.
    • Gestione del portafoglio: Algoritmi di AI possono suggerire agli investitori strategie su misura basate sui loro obiettivi, monitorando in tempo reale l’andamento degli asset.
    • Pricing dinamico: Banche e istituzioni utilizzano l’intelligenza artificiale per identificare i migliori tassi da applicare sui prodotti finanziari, come prestiti e mutui.
  • Vantaggi concreti:
    • Decisioni più veloci e affidabili.
    • Riduzione di margini di errore.
    • Personalizzazione di prodotti per soddisfare al meglio le esigenze del cliente.
  1. Personalizzazione dell’esperienza cliente

Nell’era digitale, i consumatori si aspettano un servizio bancario e finanziario che sia personale, rapido ed efficiente. L’intelligenza artificiale permette di soddisfare (e superare) queste attese, creando esperienze su misura per ogni cliente.

  • Esempi di applicazioni:
    • Consulenza finanziaria AI-driven: Attraverso chatbot e assistenti virtuali, i clienti possono ricevere supporto personalizzato 24/7 per gestire i conti, ricevere suggerimenti sul risparmio o investire i propri fondi.
    • Analisi comportamentale: Le piattaforme AI analizzano le abitudini di spesa per suggerire strategie di risparmio o avvisare il cliente di possibili rischi.
    • Servizi proattivi: L’AI può monitorare automaticamente l’attività finanziaria e proporre modifiche vantaggiose, come la rifinanziabilità di un mutuo o un passaggio a piani assicurativi più vantaggiosi.
  • Vantaggi concreti:
    • Miglioramento della soddisfazione cliente.
    • Fidelizzazione più elevata.
    • Riduzione dei costi operativi legati al customer care.
  1. AI per la finanza sostenibile: un futuro più green

L’AI sta giocando un ruolo chiave anche nella promozione della sostenibilità finanziaria. Le banche e gli istituti di credito utilizzano algoritmi avanzati per valutare l’impatto ambientale degli investimenti e proporre strategie che equilibrino profitti e sostenibilità.

  • Esempi di applicazioni:
    • Valutazione ESG (Environmental, Social, Governance): L’AI analizza asset e portafogli, valutandone l’impatto ambientale e proponendo strategie d’investimento etico.
    • Ottimizzazione del finanziamento ecosostenibile: Sistemi AI determinano i rischi associati ai progetti di energia pulita e aiutano le banche a finanziare con maggiore sicurezza aziende impegnate nella sostenibilità.
  • Vantaggi concreti:
    • Posizionamento etico e competitivo sul mercato.
    • Attirare investitori sensibili alle tematiche ESG.
    • Contributo concreto alla lotta contro il cambiamento climatico.

Vantaggi concreti dell’AI per il settore finanziario

Grazie all’intelligenza artificiale, il settore della finanza beneficia di numerosi vantaggi:

  • Efficienza: Riduzione di tempi e costi, grazie all’automazione intelligente.
  • Precisione: Miglioramento della qualità e affidabilità dei processi decisionali.
  • Personalizzazione: Offerta di servizi bancari su misura per ogni cliente.
  • Sicurezza: Gestione avanzata dei rischi e prevenzione delle frodi.
  • Sostenibilità: Strumenti sempre più orientati all’etica e alla responsabilità sociale.

Il futuro di AI e Finanza: pronti per la trasformazione?

L’integrazione dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui le istituzioni finanziarie operano, offrendo vantaggi significativi in ogni area: dall’efficienza operativa alla gestione del rischio, fino alla capacità di prendere decisioni migliori e più rapide. Ma non è solo una questione tecnologica: l’AI sta creando anche una finanza più inclusiva, accessibile e sostenibile, ponendosi come elemento chiave del futuro del settore.

Investire in soluzioni AI oggi significa abbracciare un cambiamento trasformativo che garantirà competitività e innovazione negli anni a venire. La nuova era della finanza, infatti, è già qui, ed è guidata dall’automazione intelligente.