Perché un Festival sull’AI tra Ticino e Insubria?

Dec 16, 2025 | Festival AI 2025

Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale

Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?

Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale

Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.

Cosa può fare l’AI per gli anziani

Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.

Il messaggio degli anziani sulla formazione

Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.

Che formazione serve per restare nel mercato del lavoro

I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.

Gli APF: opportunità anche per i meno giovani

Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.

Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.

Prossimi eventi Ated

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio

19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica

Un viaggio nel cuore dellʼinnovazione per scoprire le opportunità dellʼintelligenza artificiale

Due territori, un solo obiettivo: costruire un ponte verso il futuro. Il 13 febbraio 2025, a Lugano presso il Palazzo dei Congressi, e il 20 febbraio 2025, a Como

(Hotel Hilton) e a marzo nella città di Varese (Università) prenderà vita il primo Festival sullʼIntelligenza Artificiale Ticino e Regione Insubrica, un evento senza precedenti dedicato a una delle tecnologie più rivoluzionarie del nostro tempo: l’AI. Organizzato dallʼAssociazione Ticinese Evoluzione Digitale (ated), attiva da oltre mezzo secolo nella promozione dellʼinnovazione digitale nella regione, e in collaborazione con professionisti ed enti locali, il Festival si propone di essere una

piattaforma di incontro, ispirazione e crescita per esplorare il potenziale dellʼAI e il suo impatto sul tessuto economico e sociale del territorio.

Un evento transfrontaliero, innovativo quanto il tema che affronta, che mira non solo a presentare le ultime tendenze tecnologiche, ma anche e soprattutto a mostrare come lʼintelligenza artificiale può essere applicata in maniera concreta nelle aziende, nei progetti imprenditoriali e nella società.

Perché un Festival e non un semplice evento?

La risposta si trova nella parola stessa: Festival. La scelta di questo formato non è casuale. «Un Festival racconta unʼesperienza – partecipativa, coinvolgente e celebrativa – che supera la semplice successione di incontri e conferenze», spiega Cristina Giotto, direttrice di ated. La volontà è quella di offrire ai partecipanti una vera e propria immersione nel mondo dellʼAI, combinando momenti di riflessione a esperienze interattive e tangibili. Si va dalle dimostrazioni pratiche di tecnologie emergenti a workshop specializzati, fino a interventi di speaker internazionali di rilievo, in grado di fornire visioni di insieme sugli sviluppi futuri dellʼintelligenza artificiale, analizzando implicazioni tecnologiche, sociali ed etiche.

In questo senso, il Festival punta non solo a fornire conoscenze, ma anche a creare connessioni. Lo schema di un doppio appuntamento, in due nazioni e due location diverse, è una chiara rappresentazione dellʼobiettivo transfrontaliero dellʼevento: permettere un dialogo aperto e inclusivo tra Svizzera e Italia, favorendo contaminazioni e progettualità congiunte.

«La collaborazione transfrontaliera tra Ticino e Regione Insubrica è fondamentale per stimolare lʼinnovazione locale e creare nuove opportunità di business», aggiunge Luca Mauriello, presidente di ated. Unendo le forze, i territori non solo rafforzano il loro posizionamento competitivo, ma amplificano anche il potenziale delle proprie aziende, facendo emergere soluzioni congiunte pensate per rispondere a sfide comuni, dalla digitalizzazione dei processi alla transizione tecnologica.

Il Festival come risorsa per il territorio

Ma quali sono i benefici diretti per la comunità locale e il tessuto economico? Il Festival AI Ticino e Regione Insubrica è pensato per creare valore in molteplici. direzioni:

  • Per i professionisti, rappresenta lʼoccasione per esplorare nuove applicazioni dellʼintelligenza artificiale nei vari settori lavorativi, approfondendo come questa tecnologia possa snellire, ottimizzare e potenziare i processi produttivi.
  • Per le imprese locali, in particolare piccole e medie imprese (PMI), offre una finestra concreta per conoscere strumenti innovativi con cui rendere il proprio business più competitivo. Progettato per essere pratico e operativo, il Festival consentirà di toccare con mano soluzioni che possono essere adattate alle realtà del territorio.
  • Per gli studenti e i giovani talenti, il Festival si propone come una palestra di idee: unʼoccasione per interfacciarsi con le tecnologie di domani e costruire le competenze necessarie per affrontare il futuro professionale con fiducia.

Per gli appassionati di tecnologia, sarà possibile esplorare in maniera interattiva le novità sul fronte dellʼAI, immergendosi in un ambiente che fonde ispirazione e sperimentazione.

Unʼesperienza multisensoriale e interattiva

La partecipazione al Festival porterà i presenti al di fuori della loro zona di comfort, creando uno spazio di confronto e apprendimento che non si limita allʼascolto passivo. La struttura tematica in sei categorie principali garantisce unʼesperienza diversificata e significativa a tutti i partecipanti. Tra i momenti salienti, quindi:

  • International Speaker – Figure di spicco provenienti da tutto il mondo che contribuiranno con visioni di ampio respiro sullʼevoluzione dellʼintelligenza artificiale.
  • Workshop pratici – Spazi in cui i partecipanti potranno sperimentare tecnologie AI applicate a contesti concreti, come lo sviluppo aziendale o la trasformazione digitale del territorio.
  • Networking transfrontaliero – Eventi dedicati al confronto diretto tra imprenditori e professionisti per creare sinergie operative e lanciare nuove collaborazioni.
  • Dimostrazioni live – Applicazioni pratiche dellʼAI per mostrare ai partecipanti come queste soluzioni possono essere integrate efficacemente nel lavoro e nella vita quotidiana.
  • Progettualità partecipativa – Panel e discussioni dove aziende e istituzioni regionali potranno confrontarsi su iniziative future di adozione consapevole dellʼintelligenza artificiale.
  • Educazione tecnologica – Sessioni divulgative pensate per rendere comprensibile lʼAI ai non addetti ai lavori, con focus sullʼimpatto sociale ed etico.

Un ponte verso il futuro

Il Festival AI Ticino e Regione Insubrica non è solo un evento tecnologico, ma un simbolo di connessione tra passato, presente e futuro. A livello locale e transfrontaliero, rappresenta il primo passo verso una collaborazione sempre più stretta fra territori accomunati dalla volontà di innovare e crescere. Attraverso il suo approccio innovativo e partecipativo, questa esperienza unica permetterà di affrontare la rivoluzione digitale in maniera consapevole, con lʼentusiasmo di chi sa trasformare le sfide in opportunità.

Una piattaforma progettata per guardare oltre: il 13 e il 15 febbraio 2025 non saranno solo due date, ma momenti per costruire un futuro migliore con lʼaiuto della tecnologia. Perché nel mondo dellʼAI, come in ogni rapporto umano, sono le connessioni a fare la differenza.