Come le piattaforme AI promuovono il rispetto dei criteri ESG e migliorano i risultati aziendali

Feb 5, 2025 | Festival AI 2025

Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale

Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?

Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale

Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.

Cosa può fare l’AI per gli anziani

Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.

Il messaggio degli anziani sulla formazione

Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.

Che formazione serve per restare nel mercato del lavoro

I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.

Gli APF: opportunità anche per i meno giovani

Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.

Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.

Prossimi eventi Ated

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio

19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica

Il rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) è diventato una priorità strategica per le aziende che vogliono rimanere competitive, attrarre investimenti e rispondere alle crescenti richieste di sostenibilità. Tuttavia, adottare principi ESG non è sempre semplice: richiede sforzi organizzativi, pianificazione e il rispetto rigoroso di normative in continua evoluzione.

Le piattaforme di intelligenza artificiale (AI) rappresentano una risorsa fondamentale per affrontare queste sfide. Grazie alla loro capacità di analizzare un’enorme quantità di dati, automatizzare processi e monitorare l’efficacia delle politiche aziendali, le soluzioni AI-based supportano le imprese nell’allinearsi ai principi ESG, migliorando al contempo efficienza e performance.

In questa guida, esploreremo come le piattaforme AI possano aiutare le aziende a ottimizzare risorse, rispettare normative e minimizzare i rischi operativi, trasformando la compliance ESG in una leva strategica per la crescita.

  1. Analisi predittiva per ottimizzare risorse e ridurre rischi

L’AI è uno strumento potente per identificare inefficienze nei processi aziendali e migliorare l’uso delle risorse, anticipando rischi e correttivi necessari.

Applicazioni pratiche:

  • Previsione dei consumi: Le piattaforme AI monitorano e analizzano i consumi energetici in tempo reale, suggerendo modifiche per ridurre gli sprechi.
    • Esempio: Uno stabilimento industriale può utilizzare sensori e algoritmi di machine learning per prevedere picchi di consumo e regolare i processi produttivi di conseguenza, risparmiando fino al 20% di energia.
  • Ottimizzazione delle catene di fornitura: L’AI individua colli di bottiglia o inefficienze nella supply chain, suggerendo soluzioni più sostenibili e ottimizzando i tempi operativi.
    • Caso concreto: Un’azienda logistica ha dimezzato i ritardi nella consegna utilizzando un sistema AI per riorganizzare rotte e priorità.

Vantaggi:

  • Maggiore efficienza nei processi operativi.
  • Riduzione concreta degli sprechi e dei costi associati.
  • Rilevamento e gestione preventiva dei rischi che potrebbero impattare sul rispetto dei criteri ESG.
  1. Compliance normativa semplificata con l’IA

Le normative globali ESG, come il regolamento EU Taxonomy o la rendicontazione obbligatoria delle metriche ESG, stanno mettendo le aziende di fronte alla necessità di monitorare la conformità in tempo reale, evitando violazioni o sanzioni.

Soluzioni AI nella compliance normativa:

  • Monitoraggio automatico: Piattaforme permettono di verificare costantemente l’esposizione aziendale a rischi normativi. L’intelligenza artificiale identifica punti di non conformità e genera report per supportare audit interni.
  • Reportistica ESG automatizzata: Generare documenti per gli stakeholder o i regolatori è più semplice con l’AI, che aggrega ed elabora i dati richiesti in modo chiaro e accurato.
    • Esempio pratico: Una multinazionale utilizza l’AI per redigere automaticamente i report trimestrali ESG, riducendo del 30% il tempo dedicato dai dipendenti a queste attività.

Vantaggi:

  • Riduzione dei costi di gestione delle policy interne.
  • Sicurezza nel rispetto delle normative attuali e future.
  • Accesso rapido ai report utili per stakeholder e audit aziendali.
  1. Come costruire una governance responsabile con le piattaforme AI

La dimensione governance (G) dei criteri ESG si concentra su trasparenza, responsabilità e processi decisionali informati. L’intelligenza artificiale contribuisce a monitorare e ottimizzare i meccanismi di governance aziendali, rendendo le operazioni più trasparenti e resilienti.

Settori chiave di applicazione:

  • Trasparenza dei dati aziendali: Le piattaforme AI aggregano informazioni relative a impatti ambientali e sociali, facilitando l’elaborazione di KPI ESG comprensibili da parte di investitori e partner.
    • Esempio: Un’azienda del settore energetico utilizza un software AI per monitorare le emissioni di carbonio, producendo dashboard intuitive che semplificano la comunicazione con gli stakeholder.
  • Prevenzione delle frodi: Algoritmi intelligenti analizzano i flussi finanziari aziendali per rilevare anomalie o attività sospette, migliorando la stabilità e l’integrità aziendale.
    • Strumento: Soluzioni supportano il settore bancario in tutto il mondo per prevenire frodi nei pagamenti digitali.

Vantaggi:

  • Maggiore fiducia degli stakeholder.
  • Miglioramento della tracciabilità e della trasparenza nelle decisioni aziendali.
  • Creazione di una cultura imprenditoriale orientata alla responsabilità.

Esempio pratico: una roadmap per implementare AI-based ESG nella tua azienda

  1. Analisi iniziale: Identifica i processi aziendali chiave che possono beneficiare di un miglioramento in termini di sostenibilità, efficienza e conformità.
  2. Selezione degli strumenti AI: Scegli piattaforme che rispondano agli obiettivi ESG della tua azienda, con focus su normative, risorse e governance.
  3. Applicazione graduale: Avvia progetti pilota e verifica i tempi di ROI (ritorno sull’investimento).
  4. Coinvolgimento del team: Forma il personale per integrare in modo ottimale l’AI nei processi quotidiani.

Conclusione: trasformare la compliance ESG in una leva strategica

Investire in strumenti AI per supportare le strategie ESG non è solo un mezzo per rispettare le normative: è una straordinaria opportunità per rendere più efficienti i processi operativi e aumentare il valore aziendale. La capacità di anticipare problemi, ottimizzare risorse e monitorare la conformità normativa in tempo reale ti consente di trasformare costi necessari in un vantaggio competitivo duraturo.

L’AI applicata alle strategie ESG è il futuro: preparati oggi per costruire un’azienda che sia al centro della sostenibilità e del progresso.