AI in Svizzera: una mossa strategica che può cambiare lo scenario aziendale

Feb 3, 2025 | Festival AI 2025

Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale

Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?

Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale

Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.

Cosa può fare l’AI per gli anziani

Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.

Il messaggio degli anziani sulla formazione

Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.

Che formazione serve per restare nel mercato del lavoro

I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.

Gli APF: opportunità anche per i meno giovani

Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.

Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.

Prossimi eventi Ated

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio

19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica

La Svizzera, tradizionalmente conosciuta per la sua neutralità, affidabilità e innovazione, sta rapidamente emergendo come un punto di riferimento strategico per l’intelligenza artificiale (AI). Grazie alla sua combinazione unica di eccellenza accademica, accesso a talenti qualificati, infrastrutture tecnologiche avanzate e un ecosistema aziendale favorevole, il Paese si sta affermando come un hub attrattivo per i grandi player globali dell’AI.

Questa trasformazione non solo rafforza il posizionamento della Svizzera all’interno dell’economia globale, ma offre anche nuove opportunità per le aziende locali ed estere interessate a sviluppare tecnologie innovative e scalare il proprio business. In questo articolo analizzeremo perché la Svizzera è diventata un polo strategico per l’intelligenza artificiale e come questo impatto può cambiare lo scenario aziendale tanto a livello locale quanto internazionale.

  1. Il vantaggio della Svizzera: un ecosistema favorevole all’AI

Diversi fattori convergono per rendere la Svizzera una scelta naturale per le imprese tecnologiche e i grandi player dell’intelligenza artificiale.

  • Eccellenza accademica e centri di ricerca di rilievo internazionale

La Svizzera vanta università e centri di ricerca all’avanguardia, come il Politecnico Federale di Zurigo (ETH) e l’EPFL di Losanna, entrambi considerati tra i migliori istituti al mondo nel campo delle scienze computazionali e dell’innovazione tecnologica. Questi istituti attirano i migliori talenti globali e collaborano attivamente con aziende e startup per tradurre le scoperte scientifiche in applicazioni industriali.

    • Perché è importante: Hub accademici di qualità garantiscono un flusso costante di talenti altamente qualificati, essenziali per sviluppare e implementare soluzioni di AI avanzate.
  • Un solido ecosistema imprenditoriale e tecnologico

La Svizzera è nota per il suo spirito innovativo e per le condizioni favorevoli all’imprenditoria. Le startup tecnologiche che lavorano con l’AI trovano un terreno fertile in cui crescere, grazie a un accesso facilitato a finanziamenti, infrastrutture di alto livello e una rete consolidata di partner industriali.

    • Esempio concreto: La Regione Zurigo, con il suo cluster tecnologico, è sede di numerose startup AI.
  • Infrastruttura digitale avanzata

La presenza di infrastrutture tecnologiche moderne e di connessioni ad alta velocità è uno dei punti di forza della Svizzera. Data center all’avanguardia, cloud scalabili e connessioni sicure rendono il Paese ideale per le aziende che elaborano e custodiscono grandi quantità di dati.

  1. La Svizzera come hub attrattivo per i grandi player dell’AI

Sempre più multinazionali e grandi aziende stanno scegliendo di stabilire centri di ricerca e sviluppo (R&D) legati all’intelligenza artificiale in Svizzera. Ma perché i big dell’industria dell’AI guardano con interesse a questo territorio?

  • Un ambiente sicuro e stabile

La neutralità politica e la stabilità economica della Svizzera rappresentano fattori di grande attrattività per le multinazionali. Quando si tratta di gestire dati strategici e sensibili, le aziende preferiscono un Paese che garantisca privacy, trasparenza e sicurezza.

    • Esempio: Google ha aperto il suo centro di R&D per l’intelligenza artificiale a Zurigo, il più grande in Europa, dove si occupa di sviluppare tecnologie AI per il riconoscimento del linguaggio e delle immagini.
  • Politiche di privacy dei dati

Nella progettazione di soluzioni AI, la gestione dei dati è cruciale. Con una legislazione forte in termini di protezione e sicurezza dei dati, la Svizzera offre un quadro legale affidabile che tutela le aziende e favorisce investimenti in settori sensibili come l’AI.

  • Accesso a talenti globali e locali

La Svizzera attira competenze da tutto il mondo grazie alla sua reputazione accademica e al suo ambiente lavorativo vantaggioso. Ciò la rende un terreno fertile per l’AI, che richiede team multidisciplinari formati da esperti in machine learning, scienza dei dati e tecnologia cloud.

  1. Applicazioni strategiche dell’AI in Svizzera: dall’industria alla sanità

L’adozione dell’intelligenza artificiale in Svizzera non si limita a un unico settore. Grazie alla sua versatilità, l’AI sta trasformando le dinamiche in diversi ambiti, fornendo un contributo su scala nazionale e internazionale.

  • Settore sanitario

La Svizzera è un hub globale per il settore healthcare e farmaceutico, e l’AI sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Dall’analisi dei dati clinici per diagnosi più rapide alla personalizzazione dei trattamenti medici, le applicazioni sono infinite.

    • Caso pratico: Il Centro Svizzero di Tecnologia Medica ha avviato progetti che utilizzano modelli AI per rilevazioni precoci di malattie come il cancro attraverso l’analisi delle immagini radiologiche.
  • Settore finanziario e fintech

La Svizzera, storicamente una capitale mondiale della finanza, usa l’AI per rivoluzionare il settore bancario e assicurativo. Da algoritmi di gestione del rischio a strumenti di prevenzione delle frodi, l’AI sta migliorando la precisione e l’agilità delle istituzioni finanziarie.

    • Esempio concreto: L’adozione di chatbot AI per il supporto al cliente è stata implementata da diverse banche svizzere per migliorare l’efficienza del customer service.
  • Industria manifatturiera

L’AI è sempre più integrata nei processi produttivi, migliorando l’efficienza e riducendo gli sprechi. Con l’espansione dell’Industria 4.0, l’intelligenza artificiale è utilizzata per l’automazione dei macchinari industriali, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione delle catene di approvvigionamento.

  1. Opportunità per le aziende locali svizzere

Il crescente ruolo della Svizzera come hub per l’AI rappresenta un’enorme opportunità non solo per i player internazionali, ma anche per le aziende locali

Competitività globale:

Le PMI e le startup svizzere hanno la possibilità di avere accesso diretto a tecnologie AI d’avanguardia e di collaborare con grandi player che operano sul territorio, migliorando così la loro competitività a livello globale.

Collaborazione tra pubblico e privato:

Iniziative congiunte tra le università svizzere, il settore privato e il governo permettono di accelerare lo sviluppo di tecnologie avanzate e la loro adozione pratica nelle imprese svizzere.

Accesso a fondi di ricerca e infrastrutture:

I programmi di finanziamento svizzeri e i fondi europei dedicati all’AI forniscono supporto economico essenziale per progetti di innovazione.

  1. Il futuro dell’AI in Svizzera: cosa aspettarsi?

La Svizzera è oggi considerata uno dei Paesi trainanti nella trasformazione digitale dell’Europa. Guardando al futuro, è probabile che il Paese consolidi ulteriormente il suo ruolo di leader nell’AI grazie a:

  • Investimenti in infrastrutture digitali (tra cui data center e cloud computing).
  • Promozione di iniziative che combinano AI con sostenibilità ed etica, aumentando il focus sulla responsabilità sociale delle nuove tecnologie.
  • Collaborazioni internazionali per attrarre progetti innovativi e rafforzare il ruolo della Svizzera nel mercato globale.

Conclusione:

L’AI sta trasformando il mondo intero, e la Svizzera si trova al centro di questa rivoluzione tecnologica. Grazie al suo ecosistema unico fatto di eccellenza accademica, stabilità politica ed economica, infrastrutture avanzate e focus sull’innovazione, il Paese è diventato un polo attrattivo per i grandi player dell’intelligenza artificiale.

Per le aziende, sfruttare le opportunità offerte dalla Svizzera significa non solo accedere a una tecnologia di punta, ma anche posizionarsi strategicamente in un Paese che rappresenta il futuro dell’AI su scala globale. Il momento per investire e innovare è adesso.