5 applicazioni dell’AI che migliorano le performance aziendali

Jan 20, 2025 | Festival AI 2025

Gli anziani a tavola con l’intelligenza artificiale

Anziani che non desiderano rimanere esclusi dalle ultime innovazioni, provando ad approcciarsi, portando anche eventuali difficoltà e dubbi, all’intelligenza artificiale, con curiosità e la voglia di comprendere se e come potrà avere un ruolo nella loro vita: un recente evento tenutosi a Tenero per la terza età mostra come con l’AI possano entrare in contatto tutti. Che cosa muove, però, delle persone ormai in là con gli anni a prendere parte a una mattinata dedicata all’innovazione, soprattutto se sono fuori dal mondo lavorativo? E come si può leggere questo caso?

Generazioni che hanno già attraversato la rivoluzione digitale

Solitamente si pensa agli anziani come a persone poco avvezze alla tecnologia, soprattutto se essa è arrivata quando ormai avevano già integrato i loro metodi per lavorare e svolgere le loro attività e le novità rischiavano di scombinarli. Sono generazioni che probabilmente hanno vissuto la paura di essere sostituite da macchine e pc per rendersi conto spesso che innovazione e fattore umano, per un vero successo, vanno di pari passo. Spesso chi appartiene a fasce d’età meno giovani impiega più tempo a utilizzare correntemente le nuove tecnologie, che siano di uso lavorativo oppure personale. Meno abituati dei giovani a novità e sviluppi continui, che ora con l’AI hanno conosciuto una rapidità mai vista prima che richiede una formazione costante, si sono trovati più sovente a temere di non essere in grado di apprendere. Ritengono di essere meno avvezzi all’uso delle tecnologie rispetto ai giovani, che sono ritenuti altamente alfabetizzati tecnologicamente perché nativi digitali: in realtà l’essere nati in un’epoca fortemente tecnologica ed essere stati esposti in maniera attiva e passiva alle innovazioni non porta necessariamente a una reale conoscenza ed è un fattore spesso sottovalutato. Semmai i più giovani si approcciano agli studi in un periodo storico in cui le continue innovazioni portano a un’abitudine a dover imparare a utilizzare programmi, strumenti e funzionalità sempre nuovi, con una frequenza maggiore rispetto a quanto avveniva durante il percorso formativo delle generazioni precedenti. Ma in realtà molti anziani di oggi sono passati attraverso l’informatizzazione e i primi processi della digitalizzazione, probabilmente adattandosi più di quanto ritengano di aver fatto, ma continuando a non vedersi capaci.

Cosa può fare l’AI per gli anziani

Quando si parla di anziani fuori dal mondo del lavoro, l’uso della tecnologia arriva spesso per rimanere in contatto con i propri familiari e anche durante l’evento sull’intelligenza artificiale è stato rimarcato come l’interesse sia maggiore tra coloro che vengono stimolati sul tema da figli o nipoti in giovane età. L’AI può essere utile agli anziani? Per utilizzarla è indispensabile un minimo di conoscenza tecnologica, però il paradosso dei chatbot conversazionali generativi è che potrebbero essere di utilizzo più immediato. Quando si parla di intelligenza artificiale non si possono ignorare la complessità degli algoritmi che la muovono, i lunghi e operosi processi di elaborazione dei dati e apprendimento di pattern, oltre alle implicazioni geopolitiche di vasta portata legate alla proprietà dei dati e dei server e alle materie prime. Nonostante tutto ciò, tecnologie quali ChatGPT o Claude, ad esempio, potrebbero essere d’aiuto alla terza età rispondendo direttamente a domande e dubbi, facendo da tutorial per l’uso di altre tecnologie, anche mediante i comandi vocali, riducendo la difficoltà di approccio con smartphone o tastiere.

Il messaggio degli anziani sulla formazione

Al di là dei possibili utilizzi, che chiedono sempre prudenza, poiché una minore familiarità con alcuni strumenti digitali può aumentare la vulnerabilità di fronte a determinate cybertruffe, l’evento e l’interesse di queste persone mostrano una realtà che dovrebbe essere chiara a tutti: nessuno dovrebbe ormai considerare l’AI un fenomeno che non lo riguarda, anche se magari pensa di non avere le necessarie conoscenze o ne ha paura. Come Ated siamo fortemente convinti che sia fondamentale una formazione trasversale, poiché saranno sempre meno gli ambiti e le professioni che potranno considerarsi estranei alla trasformazione portata dall’intelligenza artificiale. L’unico modo per rimanere competitivi nel mercato, sia per le aziende sia per i singoli lavoratori, è quello di aggiornarsi e di recepirla nei propri processi e soprattutto nel proprio modo di pensare. Anche chi è legato a una mentalità che guarda con sospetto l’evoluzione non può combattere una battaglia contro l’AI, ma è chiamato ad approcciarsi con curiosità per comprendere come possa farne il motore della sua crescita.

Che formazione serve per restare nel mercato del lavoro

I dati sulla digitalizzazione in Svizzera sottolineano come le giovani generazioni abbiano di solito una maggiore competenza nell’uso delle tecnologie, anche se in generale la stessa non è da ritenersi soddisfacente. L’intelligenza artificiale deve però riguardare tutti: modificherà il mercato del lavoro e le competenze richieste e chi non vorrà provvedere alla propria formazione costante, comprendendo di aver bisogno di aggiornarsi su tecnologie in continuo sviluppo, rischia di autoescludersi da alcune opportunità professionali. Serve acquisire le competenze tecniche e al contempo uno sguardo critico sui possibili rischi e sui bias cognitivi legati all’intelligenza artificiale.

Gli APF: opportunità anche per i meno giovani

Per questo come Ated ci rivolgiamo a varie fasce della popolazione e puntiamo a introdurre all’AI già i più giovani, come avvenuto durante l’estate col corso intensivo. Per lo stesso motivo incoraggiamo le aziende a pensare alla formazione di tutti i loro collaboratori, poiché sempre meno professionisti potranno prescindere dalla conoscenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che dovranno essere resi sempre più personalizzati e adattati a ogni realtà. I nostri APF sono corsi a cui può accedere anche chi non ha titoli di studio universitari ma ha concluso un apprendistato: sono l’occasione per chi crede di non conoscere l’AI ma desidera colmare la lacuna, acquisendo nozioni importanti e competenze sempre più richieste dal mondo del lavoro, in ambito di progettazione, gestione e creazione di infrastrutture AI specifiche (Digital Collaboration Specialist e Business AI Specialist, da frequentare anche in combo), in sicurezza (Cyber Security Specialist) e nella creazione di contenuti (Multimedia Content Creator). Vengono frequentati durante lo svolgimento della carriera e rappresentano un’interessante opportunità di aggiornamento per permettere anche a chi ha una certa età di acquisire competenze che lo manterranno competitivo sul mercato se dovesse desiderare o necessitare di un cambio professionale.

Per noi di Ated la formazione riguardo alla tecnologia in generale e all’AI deve essere trasversale, rivolta a tutti. Gli anziani che hanno provato ad approcciarsi con l’intelligenza artificiale, mettendosi in gioco in un mondo che potevano percepire come distante dal proprio, hanno dato prova dell’apertura e della curiosità che potrebbero fare la differenza per tutti. Chiedersi come poter utilizzare le innovazioni piuttosto che vederle come distanti dal proprio modo di essere e di vedere il mondo sarà sempre più una chiave vincente, per un’innovazione a favore dell’uomo e non contro.

Prossimi eventi Ated

23 ottobre: Un giorno nel cuore della tecnologia: Zurigo e Google

27 ottobre: ATED Tech Espresso Mendrisio

19 novembre: Festival AI Ticino e Regione Insubrica

L’intelligenza artificiale (AI) non è soltanto una tendenza tecnologica, ma una soluzione concreta per migliorare le performance aziendali e aumentare la competitività. Grazie alle sue capacità di analizzare dati, automatizzare processi e prendere decisioni strategiche in tempo reale, l’AI si è affermata come un alleato imprescindibile per le imprese di ogni settore. Quando integrata nei processi aziendali chiave, l’AI consente di potenziare la produttività, migliorare l’efficienza e garantire una migliore esperienza per clienti e dipendenti.

In questo articolo esploreremo 5 applicazioni dell’AI che hanno dimostrato un impatto diretto sull’incremento delle performance aziendali, evidenziando i vantaggi principali per funzioni strategiche come vendite, marketing, gestione dei dati e customer service.

  1. AI per il marketing: personalizzazione e automazione delle campagne

Il marketing è uno dei reparti che ha tratto i maggiori benefici dall’intelligenza artificiale, grazie all’automazione delle campagne pubblicitarie e alla capacità di personalizzare l’esperienza del cliente. Strumenti di AI-driven marketing analizzano i comportamenti degli utenti, segmentano il pubblico e propongono contenuti su misura per ciascun target.

  • Vantaggi principali:
    • Automazione di campagne: strumenti come Google Ads e Facebook AI Ads ottimizzano automaticamente i budget e selezionano i canali più efficaci per ciascuna campagna.
    • Segmentazione avanzata: molte piattaforme analizzano i dati dei clienti per individuare i segmenti più rilevanti e proporre offerte personalizzate.
    • Creazione di contenuti predittivi: una piattaforma come AdMind, ad esempio, può creare e pubblicare contenuti testuali ottimizzati per blog o social media con l’obiettivo di migliorare le conversioni.
  • Esempio pratico:

Un retailer online utilizza l’AI per analizzare la cronologia di acquisto dei suoi clienti e invia via e-mail promozioni personalizzate basate sui prodotti preferiti o visualizzati, aumentando il tasso di apertura delle e-mail del 25% rispetto a strategie non personalizzate.

  1. AI per le vendite: previsione della domanda e gestione delle opportunità

Nel reparto vendite, l’AI si distingue per la sua capacità di analizzare dati storici e comportamenti dei clienti per prevedere la domanda futura. Non solo, strumenti basati su AI permettono ai team di vendita di identificare lead qualificati e gestire in maniera più strategica l’intero ciclo delle opportunità.

  • Vantaggi principali:
    • Previsioni più accurate: Algoritmi di AI, aiutano a prevedere con precisione la domanda e identificare trend di acquisto stagionale.
    • Gestione dei lead: Piattaforme di CRM classificano e assegnano punteggi ai lead in base alle loro probabilità di conversione, ottimizzando il tempo del team di vendita.
    • Automazione dei report: Strumenti AI generano report dettagliati in pochi secondi, dando una visione chiara delle attività e delle performance delle vendite.
  • Esempio pratico:

Un’azienda B2B che distribuisce apparecchiature mediche utilizza un software di AI integrato al CRM per analizzare gli acquisti precedenti dei clienti e consigliare il momento migliore per proporre aggiornamenti o nuovi prodotti correlati. Risultato? Aumento del valore degli ordini medi del 15%.

  1. AI per la gestione dei dati: analisi e sicurezza avanzata

La gestione e l’analisi dei dati rappresentano sfide importanti per le aziende, specialmente in un’epoca in cui l’abilità di sfruttare i dati determina gran parte della competitività. L’AI è diventata un alleato indispensabile per analizzare grandi quantità di dati (Big Data) in pochi istanti e proteggere le informazioni aziendali da attacchi informatici.

  • Vantaggi principali:
    • Analisi predittiva: Le aziende utilizzano strumenti per analisi avanzate, creando modelli predittivi che migliorano la pianificazione strategica.
    • Automazione dei flussi di lavoro: Piattaforme consentono di automatizzare raccolta, pulizia e interpretazione dei dati, accelerando i processi decisionali.
    • Sicurezza proattiva: Software di sicurezza usano l’AI per rilevare attività insolite nei sistemi e prevenire attacchi informatici in tempo reale.
  • Esempio pratico:

Una multinazionale utilizza l’AI per analizzare i feedback dei clienti raccolti su più canali (social media, e-mail, survey) e identificare problemi ricorrenti nei prodotti. Grazie ai report automatizzati, l’azienda ha ridotto i tempi di risposta per le modifiche ai prodotti del 30%.

  1. AI per il customer service: supporto 24/7 e clienti soddisfatti

Il customer service è uno dei settori più impattati dall’intelligenza artificiale, con soluzioni che migliorano l’esperienza del cliente e ottimizzano il lavoro degli operatori. Grazie all’AI, i clienti possono ottenere risposte rapide e accurate a qualsiasi ora del giorno, mentre il personale viene sollevato da richieste ripetitive per concentrarsi su questioni più complesse.

  • Vantaggi principali:
    • Chatbot intelligenti: Chatbot basati sull’intelligenza artificiale, risolvono il 70% delle richieste basilari senza l’intervento umano.
    • Analisi del sentiment: Attraverso tecnologie di natural language processing (NLP), l’AI valuta il “sentiment” delle richieste dei clienti, permettendo un approccio più empatico in situazioni delicate.
    • Automazione dei ticket: L’AI classifica automaticamente le richieste per indirizzarle al giusto reparto, riducendo i tempi di risposta.
  • Esempio pratico:

Una compagnia aerea globale utilizza chatbot per rispondere a domande frequenti in tempo reale, come modifiche di prenotazione o informazioni sui voli, liberando il 60% del lavoro del servizio clienti.

  1. AI per la gestione della supply chain: efficienza totale

Ottimizzare le operazioni logistiche e gestire le catene di approvvigionamento sono obiettivi cruciali per le aziende con una forte dipendenza da forniture esterne. L’AI aggiunge valore anche in questo settore, aiutando a prendere decisioni più rapide e a prevedere eventi che potrebbero influire sulla catena di distribuzione.

  • Vantaggi principali:
    • Prevenzione dei ritardi: L’AI analizza fattori come condizioni meteorologiche, traffico e disponibilità dei fornitori, proponendo soluzioni preventive.
    • Ottimizzazione delle scorte: Algoritmi predittivi stimano con precisione la domanda futura, evitando sprechi o esaurimenti.
    • Sostenibilità: Sistemi AI migliorano le rotte logistiche, riducendo i costi operativi e l’impatto ambientale.
  • Esempio pratico:

Un’azienda alimentare implementa un software AI per gestire la supply chain globale. Grazie all’analisi predittiva, è riuscita a ridurre del 20% le scorte in eccesso e migliorare la puntualità delle consegne ai distributori.

In conclusione: l’AI come acceleratore di performance aziendali

Integrare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali chiave non è più una scelta per pochi pionieri, ma una necessità per chi vuole rimanere competitivo. Le applicazioni sopra descritte dimostrano che sfruttare il potenziale dell’AI può trasformare radicalmente la produttività e l’efficienza aziendale, rendendo il lavoro più rapido e mirato.

Con una gamma di soluzioni che spaziano dal marketing alla supply chain, le aziende di ogni settore possono trovare nelle tecnologie AI uno strumento versatile per crescere ed eccellere. Oggi è il momento giusto per investire e costruire un futuro basato sull’innovazione.